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giovedì 1 dicembre 2011

COME CONSOLAZIONE IL REGNO DEI CIELI

DECIMO COMANDAMENTO: NON DESIDERARE I BENI DEGLI ALTRI!

un articolo di Nunzio Miccoli 
 
La chiesa cattolica ha modificato il piano dei dieci comandamenti, consegnati da Dio a Mosè sul monte Sinai, abolendo il secondo comandamento che condannava il culto delle immagini e dividendo l'ultimo comandamento in due comandamenti distinti, il nono: "non desiderare la donna d'altri" e il decimo: "non desiderare i beni degli alteri", così ha conservato i comandamenti nel numero di dieci.
Il decimo comandamento, del quale scrivo, per la chiesa non è certo il meno importante, solo accidentalmente appare in fondo alla lista, essa, con la sua manipolazione non si è sentita di stravolgere anche l'ordine dei comandamenti.
Va precisata l'esatta portata del decimo comandamento, in questo soccorre Deuteronomio (5,6-21) il quale afferma che i beni in questione sono: la casa, la terra, gli schiavi, il bestiame ed altro.
Legittimamente noi possiamo inserire nella voce altro: il denaro, i preziosi, i mobili e gli oggetti personali.
E' chiaro che il comandamento ha subito un cambiamento di portata con il trascorrere dei secoli, per esempio il richiamo alla schiavitù è diventato inattuale con la soppressione della stessa.
Con il comandamento la chiesa accusava chi desiderava la roba degli altri d'invidia sociale e consolava gli umili e i poveri ricordando che a loro era riservato il regno dei cieli.
Vale la pena di analizzare quali fossero i beni più a cuore della chiesa, cioè a cosa il divieto si riferisse concretamente nell'animo dei padri della chiesa.
I preziosi non hanno mai avuto grande importanza per il popolo, se tralasciamo l'epoca contemporanea, perché riservati a nobili e clero, il denaro era poco usato in campagna ma usato nel commercio, perché in campagna presso i piccoli contadini vigeva l'autoconsumo e con l'eccedenza prodotta si faceva il baratto; i mobili e gli oggetti personali non erano beni durevoli ed erano deperibili. Il bestiame doveva essere rimpiazzato e in ogni modo non poteva essere considerato un bene eterno.
La stesa casa è un bene stabile riferito alla vita dell'uomo ma non certo un bene eterno, perché richiede manutenzione e perisce con terremoti e guerre, infatti, essa è oggi qualificata dall'economia come bene di consumo durevole.
Alla chiesa, con il decimo comandamento interessava soprattutto difendere la proprietà della terra in mano alla chiesa e ai baroni.
Prima della rivoluzione industriale il bene più alto era la terra, il valore fondamentale ed eterno per generazioni di contadini, infatti, anche se essa dopo mille anni può perire per un processo di desertificazione, appare a generazioni di popolazioni rurali come un bene eterno ed agognato, di fame di terra si nasceva. Non a caso per il controllo della terra i popoli si sono fatta la guerra e per la terra sono scoppiate le rivoluzioni.
La dottrina economica fisiocratica, prima della rivoluzione industriale, considerava l'agricoltura come l'unica vera attività economica alla quale era subordinato anche artigianato e commercio.
I fisiocratici credevano alle virtù benefiche della natura ed esaltavano l'agricoltura e la proprietà privata della terra. Furono fisiocratici Francesco Quesnay (1694-1774) e R.J.Turgot (1727-1781).
Per i fisiocratici la natura aveva un ruolo speciale, essa erra capace di dare sostentamento all'uomo, essi erano sospettosi verso il mercantilismo e consideravano lo sfruttamento della terra come l'unica forma di produzione della ricchezza.
In effetti, ancora oggi, per convenzione, l'agricoltura è definito settore primario dell'economia, anche se nei paesi industrializzati essa produce meno reddito e ha meno occupati dell'industria o del settore terziario dei servizi.
Prima della riforma fondiaria, che in Italia fu attuata ala metà del secolo XX mentre nei paesi sottosviluppati non è stata mai attuata, i comuni contadini, servi o affittuari, al prodotto de loro lavoro dovevano detrarre la rendita o l'affitto, secondo i casi, e le tasse.
I contadini poveri perciò reclamavano la proprietà della terra alla chiesa, che era arrivata, attraverso le sue branchie, a possederne un terzo e ai feudatari o latifondisti, i cosiddetti baroni. I contadini desiderano tuttora, nel terzo mondo, una proprietà diffusa della terra e continuano a lottare contro il latifondo per un reddito maggiore a vantaggio delle loro famiglie. La chiesa in America latina possiede tanta terra e in Asia non sembra esistere la proprietà privata della terra, a tutto vantaggio dell'aristocrazia.
La chiesa a parole ha difeso gli umili e gli oppressi in realtà era con i ricchi, ai poveri prometteva come consolazione il regno dei cieli, quindi si espresse sempre contro la riforma fondiaria e la divisione dei latifondi nel corso dei secoli, in altre parole era concretamente a favore dei ricchi e contro i poveri.
Uscita dalle catacombe ben presto abbandonò il comunismo dei primi cristiani che erano poveri e schiavi e divenne essa stessa latifondista, così dopo pochi secoli, con una politica trasformista, si era riciclata a favore dei ricchi.
Solo per fare un esempio, al tempo di Sant'Agostino (354-430) in Africa settentrionale la rivolta dei donatisti, scomunicati com'eretici, fu una rivolta di contadini poveri contro i proprietari terrieri, le questioni di fede si mischiavano spesso a quelle economiche e sociali. Naturalmente Sant'Agostino difese con risolutezza gli interessi della classe dei possidenti, come anche Eusebio aveva approvato analoga repressione dei contadini da parte di Costantino (274-337).
Fino ai tempi moderni, perfino Leone XIII (1878-103), anche se con l'enciclica: "Rerum novarum" si era pronunciato a favore dei poveri, confidava nei parroci di campagna per contenere le pretese dei contadini poveri che minacciavano di occupare i latifondi.
Vale la pena di ricordare che in Inghilterra al tempo dei Tudor (1485-1603) i piccoli contadini, con una controriforma agraria, furono privati della terra privata e delle terre comuni, anche Stalin tolse la terra ai contadini a favore dello stato, con reazioni negative da parte di questi che furono ostili al suo regime. Insomma è sempre stata forte tra i contadini l'aspirazione alla proprietà della terra.
Mussolini da socialista sapeva tanto bene queste cose che affermava che un giorno i contadini avrebbero travolto i preti che si godevano la terra ipotecando il cielo per gli imbecilli. La chiesa era naturalmente alleata della proprietà fondiaria ed era proprietaria di terre essa stesa.
Per capire quanto grande fosse la fame di terra in passato si ricordi che anche Garibaldi dovette fronteggiare una rivolta contadina che reclamava la terra in Sicilia. Garibaldi in Italia meridionale attaccò la proprietà terriera ecclesiastica ma risparmiò il latifondo dei baroni, così la riforma fondiaria fu varata solo alla metà del XX secolo, favorendo però anche gli speculatori.
Del resto anche Lutero aveva scaricato i contadini, per poter difendere la sua riforma religiosa non poteva mettersi contro i principi che avevano la terra.
In Italia la riforma si fece però, per ostacolarla, gli agrari si opposero ai contadini appoggiandosi al bandito Giuliano e alla mafia.
Negli Stati Uniti all'inizio solo i proprietari di terra avevano diritto al voto e chi non aveva terra non si considerava libero, perché gli americani erano memori del servaggio degli europei legati alla terra e senza proprietà. In America Harlington affermava che il potere seguiva la proprietà della terra, non ignorando che in Europa la terra era appartenuta alla chiesa e all'aristocrazia che avevano il potere.
Thomas Jefferson (1743-1826), autore della dichiarazione d'indipendenza americana, identificava la libertà con la proprietà della terra, anche l'inglese Hilaire Belloc (1870) desiderava la distribuzione della terra per difendere la libertà di tutti.
La chiesa è sempre stata contro la riforma fondiaria, anche perché grande proprietaria tramite i suoi enti religiosi, nel 1936 essa invitò gli spagnoli ad insorgere contro la repubblica che voleva la divisione delle terre, in Spagna i gesuiti erano proprietari di un terzo delle terre.
Ancora oggi in Africa e in America latina un esercito di diseredati invoca la riforma fondiaria. Questi paesi, scarsamente popolati, con una riforma del genere e un aiuto dell'occidente per scavare pozzi e irrigare la terra, potrebbero risolvere i loro problemi alimentari. Però anche in America latina le istituzioni religioso detengono tanta terra.
In Italia, dopo la fine della seconda guerra mondiale, i contadini hanno visto crescere il loro benessere, spesso sono stati accusati di praticare il mercato nero e di sottrarsi agli ammassi, in certi momenti storici può essere stato vero, però sono stati sempre sistematicamente depredati dagli eserciti invasosi che requisivano derrate e dallo stato e dalla chiesa che li tassavano, perciò sono sempre stati poverissimi e sfruttati anche dalle città.
Nei tempi più antichi i contadini, prima di rivendicare la terra, si erano battuti anche per salvaguardare diritti comuni sulla terra, cioè le proprietà comuni dei villaggi, contro gli accaparratori parassiti, costituiti da ecclesiastici, nobili e borghesi.
 
 
LE RIVOLTE CONTADINE
 
 
Ci sono state tante rivolte contadine nella storia, per difendere la terra comune dei villaggi contro gli accaparratori, per sottrarsi agli obblighi feudali, ad imposte e corvée e per attuare, in tempi più moderni, una riforma fondiaria con la distribuzione della terra ai contadini. La storia è fatta di tante storie e qualche verità è sempre perduta, tuttavia bisogna sempre diffidare della storiografia ufficiale.
La storia è stata fatta anche da queste rivolte di contadini che reclamavano diritti sulla terra, i contadini hanno impresso perciò anche un moto alla storia, vale la pena di ricordare che ad Atene Pisistrato s'impadronì del potere appoggiandosi su questi contadini.
In Inghilterra con i Tudor e la riforma ci fu una controriforma agraria che tolse la terra ai contadini. Nel XVI secolo in Europa la maggior parte della terra apparteneva alla nobiltà e alla chiesa, in Inghilterra i contadini proprietari scomparvero per essere sostituiti da braccianti e salariati agricoli, a vantaggio della borghesia e della nobiltà terriera. Nel 1537 ci fu perciò una rivolta dei contadini spossessati, un'altra nel 1547 contro la recinzione, da parte dei nuovi proprietari, delle terre prima comuni. Negli anni 1626-1660 in Inghilterra ci furono rivolte per il libero accesso nelle foreste e nelle paludi, prima comuni, dove i contadini avevano sempre potuto cacciare e pescare. Con la bonifica di queste terre, la scarsità di terreni da pascolo comuni divenne acuta, perciò in Inghilterra, come accadde in Italia con la bonifica delle paludi pontine, gli abitanti delle paludi distrussero dighe e chiuse.
Espropriate le terre ai contadini e ai monasteri, con la riforma protestante nel XVIII secolo, l'Inghilterra poggiava su una base proletaria, il processo della riforma dei Tudor iniziò nel 1535, prima la chiesa nel paese possedeva un terzo della terra, come nel resto d'Europa.
Storicamente i servi della gleba versavano ai feudatari una parte del raccolto e facevano per loro delle corvée o lavori gratuiti, mentre i proprietari di terra hanno pagato una tassa allo stato, anche se gli aristocratici ne furono esentati. La differenza economica tra le due prestazioni in certi momenti storici potrebbe non essere stata notevole, in età moderna si arriverà a pagare contemporaneamente fitti ai proprietari e tasse stato.
Recentemente in Guatemala sono stati sterminati i contadini Maya che reclamavano la terra, la chiesa in Argentina e in Spagna possiede un terzo delle terre, oltre a proprietà edilizie, industriali e bancarie in tutto il mondo che conta. La chiesa, legata ai latifondisti, aveva sterminato nei primi secoli del cristianesimo i donatisti dell'Africa settentrionale che reclamavano le terre de latifondisti cristiani.
Lutero e Garibaldi espropriarono le terre ecclesiastiche ma non quelle dei latifondisti, i contadini delusi alimentarono rivolte contadine. Garibaldi perciò non fu ben visto dai cafoni meridionali, quando faceva requisizione in campagna per approvvigionare i suoi irregolari, i contadini si vendicavano facendo la spia ad austriaci e francesi, tra i garibaldini erano rappresentate tutte le regioni d'Italia e le classi sociali, mancavano solo i contadini.
Invece i contadini erano vicini al re di Napoli, che aveva difeso i loro diritti sulle terre demaniali comuni, contro le mire accaparratrici della borghesia liberale, perciò l'ex re di Napoli riuscì a fomentare la rivolta contadina contro i piemontesi.
Dopo la disfatta di Caporetto, nella prima guerra mondiale, il governo promise la terra ai contadini, ma la promessa poi non fu mantenuta, la riforma fondiaria poteva aspettare e fu attuata solo nel 1950, tutelando però prima gli interessi degli speculatori.
Le terre anticamente erano a gestione comunitaria, il loro uso era regolato da assemblee di villaggio alle quali partecipavano gli anziani, dalle quali nacque il senatus romano, senator viene da senior, anziano, la terra era collettiva del villaggio e non oggetto d'accaparramento, anche perché abbondante, mentre la popolazione era scarsa. Questo terreno pubblico a Roma era chiamato "ager publicus".
Poi si affermò anche la piccola proprietà contadina, accanto alla terra concessa a patrizi e soldati, però spesso i piccoli contadini erano insolventi con gli usurai e così erano espropriati accrescendo il latifondo.
I bottini di guerra, costituiti da terre conquistate, erano divisi, le terre migliori andavano agli speculatori e le peggiori ai veterani. La rivolta degli italici contro Roma fu una rivolta di popoli contadini privati dei loro diritti comuni sulla terra.
A Roma Tiberio e Caio Gracco nel II secolo a.c. cercarono di favorire la formazione della piccola proprietà contadina, Tiberio fissò un limite alla superficie posseduta in 25 ettari, perciò fu assassinato dai latifondisti, Caio ripresentò la riforma e fu costretto a suicidarsi, Livio Druso ci riprovò e fu assassinato nel'82 a.c.
Nel Nord d'Italia i galli furono privati delle terre migliori e, non riuscendo a sopravvivere nei territori in cui furono confinati, razziavano i coloni romani; perciò ci furono campagne militari per punire i ribelli che si concludevano con eccidi e deportazioni di massa. Sembra di leggere la storia dei pellirosse d'America, la storia che si ripete sempre.
Con la caduta dell'impero romano, i germani riportarono in auge la tradizione della terra comunitaria e del consiglio degli anziani, anche presso i germani esisteva la terra concessa agli aristocratici che andò a formare i feudi, quella assegnata ai guerrieri o cavalieri e piccoli appezzamenti privati di contadini. In ogni modo, come a Roma, i quadri dell'esercito erano costituiti da proprietari fondiari.
I Franchi introdussero il feudalesimo trasformando le terre comunitarie e inalienabili in concessione di latifondo per i feudatari, che poi divennero ereditarie, alienabili e frazionabili.
Borghesia e città vivevano parassitariamente sulla campagna che creò le risorse per il successivo sviluppo industriale. Con la vittoria dei guelfi prevalsero i comuni e cessarono le libere comunità agricole, con proprietà a base collettiva.
In campagna crebbe l'accaparramento di terre da parte di nobili ed enti ecclesiastici e i contadini persero indipendenza economica e libertà. Inoltre la chiesa si servì della falsa donazione di Costantino per attribuirsi titoli di proprietà anche sulle terre prima comuni.
La guerra di Carlo Magno (768-814) contro i sassoni fu una guerra contro contadini in armi, con schiere di preti che predicavano e battezzavano, ai sassoni fu imposto di pagare la decima alla chiesa e altre imposte all'imperatore.
Negli anni 1228-1233 i frisoni, guerrieri contadini, si ribellarono distruggendo castelli e monasteri, contro di loro Gregorio XI allestì una crociata e le loro terre furono espropriate. Negli anni 1323-1328 ci una rivolta contadina nelle Fiandre e nel 1336-1339 in Germania meridionale.
Nel 1370 in Abruzzo i pastori si ribellarono contro la borghesia cittadina, a causa delle tasse e perché erano stati privati de pascoli comuni.
Negli anni 1419-1436 ci fu la rivolta degli ussiti che chiedevano anche l'indipendenza della Boemia, contro i contadini ussiti, che volevano un comunismo evangelico come quello delle antiche genti arie, ci fu un'altra crociata.
I contadini molte volte ritenevano che il re fosse in grado di moderare le pretese della nobiltà e della borghesia cittadini, così divennero realisti i vandeani in Francia e i cafoni meridionali in Italia.
I contadini erano soggetti ad imposte, a favore della chiesa e dell'impero, a prestazioni a favore del feudatario, non potevano trasferirsi liberamente, non potevano sposarsi liberamente, non potevano trasmettere liberamente la loro proprietà.
Presso i germani ereditavano la proprietà i primogeniti, come accade in Tirolo con il maso chiuso, presso i romani si seguiva la volontà del testatore perciò dell'eredità beneficiarono anche gli altri figli, con la rivoluzione francese ereditarono di diritto tutti i figli.
Dal 1500 al 1600 in Francia ci furono rivolte contadine contro la nobiltà, il clero, lo stato centralista, contro le imposte, contro le città a favore del localismo. La borghesia cittadina prima si alleò con i contadini, poi a nobiltà e clero contro i contadini. Un giorno i vandeani avrebbero reso la pariglia.
In Russia contro i nobili, vampiri del sangue dei contadini, ci furono rivolte nel 1603, nel 1606, nel 1671 e nel 1707, alle quali parteciparono anche i cosacchi.
Nel 1500 n Italia e in Germania la piccola nobiltà rurale, con un certo senso perché aveva un po' di terra, cioè i cavalieri, era schierata con i contadini contro aristocratici ad alti prelati, grandi proprietari terrieri.
Nel 1524-1526 in Germania ci furono rivolte contadine per la libera elezione dei parroci, per la riforma della giustizia e per la restituzione ai contadini dei terreni comuni. In Turingia Thomas Muntzer affermava che la rivolta era giusta se il potere era ingiusto A Trento i contadini fecero lega con minatori, nobili spiantati e preti spretati, distrussero chiese e chiostri. In Svizzera Ulrich Zwingli ispirò un'altra rivolta contadina e una riforma religiosa.
Nel 1462 ci fu una rivolta contro le angherie del principe vescovo di Salisburgo, furono uccisi frati concubini, furono saccheggiate case di nobili, di borghesi e monasteri. A Trento si voleva togliere il potere temporale al vescovo, alcuni preti si unirono alla rivolta contadina, reclamando gli antichi diritti comuni.
In Tirolo Michael Gaismair mise in piedi una rivolta antiasburgica per un Tirolo indipendente a base multietnica, contro il capitalismo, contro il feudalesimo, a favore dei contadini. Egli era contro usurai e accaparratori, per una giustizia giusta, voleva l'abolizione di padroni e servi. Gaismair abbatté mura di città, castelli e roccaforti.
Così i problemi dei contadini si univano spesso a quelli religiosi e nazionali, anche se c'è chi racconta che la storia è stata fatta solo dai borghesi e dai grandi uomini, in realtà i contadini vi hanno partecipato ma in maniera anonima.
Tra i contadini c'era anche chi voleva abbattere la monarchia ereditaria, per ritornare all'antico sistema germanico del re eletto dal popolo. Così Lutero e la borghesia, intimoriti, si misero a difendere i privilegi feudali, contro le richieste dei contadini.
Nel 1599 in Calabria Tommaso Campanella diresse un'insurrezione, appoggiato da contadini, progettando una repubblica teocratica, basata sul diritto naturale.
All'inizio della rivoluzione francese i contadini erano stati contro la monarchia centralizzatrice e contro l'aristocrazia terriera ed ecclesiastica, poi però la borghesia, una volta impadronitasi del potere, fece incetta di terre e deluse le attese dei contadini che perciò si rivoltarono ad essa, alleandosi con i realisti.
In Tirolo i contadini Schutzen, diretti da con Andrea Hofer, erano per il Kaiser e contro l'oppressione francese, con operazioni di guerriglia misero in scacco le armate napoleoniche, descritte come invincibili dai sacri testi..
Nel 1730, a causa delle tasse, i corsi si ribellarono a Genova, nel 1755 ci fu un'altra rivolta diretta dal contadino Pasquale Paoli che controllava l'isola, egli fece riforme, unificò pesi, misure e la moneta. In queste riforme questo contadino esemplare precedette persino la rivoluzione francese che forse s'ispirò ad esso. Genova cedette la Corsica ai francesi e i contadini corsi si ribellarono ad essi, si avvicinarono ala rivoluzione poi se n'allontanarono, chiedendo l'indipendenza.
Le guerre napoleoniche arricchirono speculatori e fabbricanti d'armi, mentre impoverivano le campagne soggette ad imposte requisizioni. I nuovi proprietari borghesi della terra con i contadini si mostrarono più spietati ed attenti ai loro interessi della precedente nobiltà terriera.
In Italia la repubblica cisalpina ridusse le autonomie dei piccoli comuni ed espropriò i terreni comuni e quelli degli ordini religiosi, a vantaggio della borghesia. Perciò insorsero i contadini a Bergamo, Brescia, Verona, Emilia Romagna e nelle Marche, dappertutto essi tenevano in scacco le truppe napoleoniche.
A Napoli nel 1789 i lazzaroni insorsero contro i giacobini, i lazzaroni erano appoggiati dai cafoni detti anche briganti o sanfedisti. La repressione francese fu violenta e fu appoggiata dai borghesi-galantuomini che volevano impadronirsi dei terreni demaniali comuni, conservati dai Borboni per i contadini, essi erano quanto rimaneva degli antichi terreni comunitari.
In Valdaosta nel 1799, a causa delle imposte, ci fu una rivolta dei contadini e alcuni borghesi illuminati ci lasciarono la pelle, i villici erano arrivati a chiedere l'abolizione dello statuto e le dimissioni del ministro delle finanze al grido: "Viva il re, abbasso il tricolore e abbasso la costituzione".
In Portogallo i francesi furono sbaragliati da guerriglieri contadini che formavano bande partigiane.
Nel 1808 la Baviera, satellite della Francia, ridusse le autonomia locali e chiamò alle armi i tirolesi, ma gli Schutzen disertarono in massa e presero la via delle montagne. Erano diretti da Adreas Hofer e Peter Mayr, due contadini che costrinsero i francesi a ritirarsi dal Tirolo. Hofer appoggiava il Kaiser e diffidava della borghesia cittadina, forse vagheggiò un Tirolo indipendente.
Dopo il 1860 i cafoni meridionali accolsero a fucilate i piemontesi, come avevano fatto con i francesi, perché i borghesi-galantuomini tendevano ad usurpare ai contadini i terreni demaniali che i contadini difendevano in nome degli antichi diritti, per coltivarli, per raccogliere legna e per pascolare gli armenti.
Tra i difensori di Civitella del Tronto c'erano contadini e pastori, nelle campagne c'erano guerriglieri contadini, in diversi paesi meridionali furono massacrati dei liberali.
Dopo la morte di Cavour, nel 1861, la banda di Carmine Crocco raggiunse i duemila uomini e i briganti dell'Irpinia costrinsero i piemontesi a ripiegare. In Abruzzo le bande dei briganti erano ben dirette ed ebbero gran successo.
I piemontesi incontrarono l'odio dei contadini meridionali perché avevano eliminato i diritti comuni, avevano imposto tasse e costrizione obbligatoria. La repressione piemontese fu violenta, Antonio Gramsci nel 1920 scrisse che lo stato italiano aveva messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale, crocifiggendo, squartando e seppellendo vivi i contadini meridionali, chiamandoli briganti.
Come accadde in Vandea e in Italia meridionale, in Unione Sovietica i piccoli contadini, detti kulaki, si opposero ai soviet che volevano collettivizzare la terra e prestarono aiuto alle armate bianche della borghesia, perciò furono sterminati dai bolscevici.
In Transilvania il movimento Kuruk voleva abolire la servitù della gleba e l'indipendenza da Vienna, anch'essi reclamavano gli antichi diritti e la comunità del villaggio. La Transilvania si rivoltò contro le imposizioni fiscali e i diritti feudali del vescovo, nel 1514 i contadini volsero le armi contro nobili ed ecclesiastici, proclamando la repubblica e distruggendo castelli.
Sotto l'imperatore Leopoldo I (1657-1795) i ribelli Kuruk si ribellarono ancora a Vienna, per conseguenza la Transilvania perdette ogni autonomia e i feudi dei nobili ribelli furono concessi a nobili fedeli alla corona.
Nel 1735 ci fu un'altra rivolta in Transilvania, che chiedeva l'abolizione della servitù della gleba, fu repressa e gli Asburgo aumentarono le imposte sulla Transilvania, assieme ai giorni di corvée o lavoro gratuito
Nel 1784 in Ungheria fu soppressa la servitù della gleba ma i nobili si opposero e ne nacque un'altra rivolta contadina, diretta dal contadino Horia, che era anche contro le tasse e a favore d'antichi diritti di pascolo e legnatico. Sembra evidente che non solo il proletariato industriale è capace di fomentare le rivolte.
La rivolta fu stroncata nel 1784 però Giuseppe II abolì la servitù e concesse ai contadini il diritto di sposarsi liberamente, senza l'assenso dei loro padroni, e di fare testamento liberamente..
Nel 1848 la Transilvania fu unità all'Ungheria, però in Ungheria il liberale Kossuth si ribellò a Vienna e i contadini di Transilvania ne approfittarono per ribellarsi alla nobiltà ungherese, occupando terre. In quella occasione un esercito contadino si mise contro i liberali ungheresi di Kossuth.
Agli indiani d'America era sconosciuta la proprietà privata della terra, per loro la terra era proprietà comune della tribù. Bisogna considerare che con la schiavitù non si è padroni di se stessi e si è espropriati sistematicamente della propria proprietà e del proprio lavoro e che gli stati hanno sempre organizzato omicidi di massa, mettendo le mani sulla proprietà di chiunque.
Harlington affermava che si partecipava al potere solo con la proprietà; poiché il potere politico derivava dalla proprietà della terra, bisognava diffondere questa proprietà, perché se il popolo possedeva la terra i nobili non potevano schiavizzarlo.
Il potere e la terra erano appartenuti alla chiesa ed all'aristocrazia e in America e nella Francia repubblicana avevano diritto al voto solo i proprietari di terra, e solo loro potevano essere eletti deputati, perciò Locke difendeva la proprietà, prima della vita e della libertà.
In ogni modo anche in America settentrionale alcune comunità locali nel 1800 sperimentarono la proprietà collettiva della terrea. In ogni modo la proprietà collettiva delle terre, sperimentata da sempre dai contadini, non era statalismo, né nazionalizzazione terriera, ma era solo proprietà comune di villaggio, in un'epoca in cui era riconosciuto il valore delle autonomie locali, più che il valore dello stato.
Nello stato servile alcuni individui sono costretti a lavorare per altri perché privi di proprietà e con le nazionalizzazioni gli uomini spossessati sono costretti a lavorare a favore della nomenclatura statale.
Adamo Smith, per combattere la tendenza dell'uomo a lavorare poco, propose di diffondere la proprietà, il lavoro coattivo e subordinato può essere odioso, la schiavitù è però la condizione peggiore, i pellirosse, perciò, preferirono la morte alla schiavitù.
Nel passato la schiavitù era connessa al diritto penale e al diritto di guerra, come conseguenza di una condanna penale o di una guerra persa, con i beni si perdevano anche i diritti civili e politici. La schiavitù fu abolita intorno all'anno mille e venne reintrodotta surrettiziamente, come surrogato della pena di morte, nel XV secolo per i galeotti condannati ai lavori forzati e per i condannati ai lavori forzati nelle miniere.
I servi della gleba pagavano prestazioni in natura e in secondo tempo in denaro e facevano corvée al feudatario, se proprietari pagavano imposte allo stato e alla chiesa. Paradossalmente i servi della gleba non potevano essere cacciati dalla terra gli affittuari si.
Quando il feudo fu soppresso si trasformò da proprietà limitata in proprietà piena che poteva anche essere venduta. Infatti, il feudo era trasmissibile agli eredi ma era sempre una concessione fatta dall'imperatore o dal re, in teoria revocabile per tradimento, per esempio. I feudatari, cioè, non ne aveva una sovranità illimitata.
Insomma pare che i feudatari si opposero alla soppressione dei feudi ma poi, in certi casi, con la soppressione forse ci guadagnarono, quelli beffati sono sempre i sudditi contribuenti. L'unico rischio era stato per i feudataria quello d perdere, con la soppressione del servitù, gli agricoltori non più vincolati alla terra, ma questo rischio si ridusse con l'incremento della popolazione agricola.
Se la terra è abbondante e gli uomini sono scarsi, abolita la schiavitù o la servitù della gleba è difficile costringere i contadini a fare i salariati, la cosa logica sarebbe una riforma agraria con la divisione delle terre. Purtroppo ancora oggi in America latina e in Africa si reclama ancora una riforma fondiaria e in America latina gran parte della terra appartiene alla chiesa, come in Europa.
Nel 325 d.c. i primi cristiani, già poveri emarginati, erano diventati borghesi urbani mentre i pagani erano contadini, infatti, i donatisti, accusati d'eresia dai cristiani, in Africa settentrionale si ribellarono contro i cristiani latifondisti, difesi da Agostino e Costantino.
I preti, precisamente i membri del basso clero, sono stati figli di contadini trattati dalle chiesa come servi della gleba, infatti, non potevano e non possono sposarsi, devono fare testamento solo a favore della chiesa e non possono facilmente cambiare mestiere, in Italia il concordato non permette ai preti spretati di trovare impiego nella pubblica amministrazione.
Nel V secolo i papi erano i più grandi latifondisti dell'impero romano e iniziarono a creare la più gigantesca macchina per lo sfruttamento che sia mai esistita sulla terra, allungando le mani su tutte e ricchezze della terra.
Eppure i primi cristiani erano vissuti in comunanza di beni e mettevano tutto in comune, in un ideale di povertà e d'amore per il prossimo. Ben presto però nel cristianesimo si prese a difendere la ricchezza definendola benedizione i Dio. Nel 1864 Pio IX, con il Sillabo, definiva comunismo socialismo pestilenze corruttrici e Leone XIII nel 1891, con la Rerum Novarum, dichiarò la proprietà un diritto naturale.
Nella guerra civile di Spagna la chiesa era alleata con la proprietà conservatrice e appoggiò Franco, civiltà cattolica, la rivista dei gesuiti, propagandò apertamente la guerra civile. I grandi della terra, come Costantino il grande che sterminò nemici e parenti ma favorì i dirigenti cristiani, sono stati i più pericolosi criminali, verso i quali la chiesa è stata sempre ben disposto se servivano i suoi interessi. La chiesa si è schierata solo contro gli uomini che ostacolavano i suoi interessi materiali, mondani e politici.
 

Nunzio Miccoli
  
  Bibliografia:
"Difesa della società naturale" di Edmund Burke - Edizioni Liberilibri,
"Il nostro nemico, lo stato" di Albert Jay Nock - Edizioni Liberilibri,
"La tirannia fiscale" di Pascal Salin - Edizioni Liberilibri,
"Lo Stato servile" di Hilaire Belloc - Edizioni Liberilibri,
"Lo stato criminale" di Yves Ternon - Edizione Corbaccio,
"Storia della mafia" d Giuseppe Carlo Marino - Newton Editore,
"Storia d'Italia dal risorgimento ad oggi" di Sergio Romano - Longanesi Editore,
"Garibaldi" di Jasper Ridley - Club degli Editori Milano,
"Rivolte e guerre contadine" di Ciola, Colla, Mutti, Mudry - Edizione Barbarossa,
"Per una nuova libertà" di Murray Rothbard - Edizioni Liberilibri,
"Contro lo statalismo" di Bastiat e Molinari - Edizioni Liberilibri,
"Schiavi" di Pino Arlacchi - Edizioni Rizzoli,
"Verità e menzogne della chiesa cattolica" di Pepe Rodriguez - Editori Riuniti,
"Storia criminale del cristianesimo" di Karlheinz Deschner - Ariele Editore,
"Il gallo cantò ancora" di Karlheinz Deschner - Massari Editore,
"I gesuiti e l'Italia" - di Domenico del Rio - Editore Corbaccio,
"Il manganello e l'aspersorio" - di Ernesto Rossi - Kaos Edizioni.

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domenica 13 settembre 2009

LE REGOLE DI MAAT

La dea Maat viene rappresentata sotto forma di donna con il capo ornato da una piuma che rappresenta il simbolo del suo nome nei geroglifici. Maat è l'incarnazione della giustizia.
Era la figlia di Ra "Dio sole "a cui nulla sfugge e padre del faraone, nonchè dispensatrice della giustizia.
Era alla dea Maat che il re faceva offerte durante il "culto divino", ed era la sua piuma che costituiva il contrappeso del cuore sulla bilancia interpellata da Anubis durante il "guidizio di Osiride".
Durante l'Antico Regno, i giudici erano "sacerdoti di Maat", anche il visir quando era chiamato a ricoprire le funzioni giudiziarie diveniva "sacerdote di Maat".
Maat rappresentava anche l'ordine universale, la legge grazie alla quale il mondo vive nell'armonia, la forza per la quale la creazione di Ra,non ripiomba bel caos primordiale.



I suoi sacerdoti avevano elaborato una serie di prescrizioni, di regole da seguire per migliorare la società.

Ecco l'elenco:
1) Non uccidere e non permettere che nessuno lo faccia.
2) Non tradire la persona che ami o il tuo coniuge.
3) Non vivere nella collera.
4) Non spargere terrore nelle persone.
5) Non assalire e non provocare dolore al prossimo.
6) Non sfruttare il prossimo e non praticare la schiavitù.
7) Non fare danni che possano provocare dolore all'uomo o agli animali.
8) Non causare spargimento di lacrime.
9) Rispetta il prossimo.
10) Non rubare ciò che non ti appartiene.
11) Non mangiare più cibo di quanto te ne spetti.
12) Non danneggiare la Natura.
13) Non privare nessuno di quello che ama.
14) Non dire falsa testimonianza.
15) Non mentire per far del male ad altri.
16) Non imporre le tue idee agli altri.
17) Non agire per fare del male agli altri.
18) Non parlare dei fatti altrui.
19) Non ascoltare di nascosto fatti altrui.
20) Non ignorare la Verità e la Giustizia.
21) Non giudicare male gli altri senza conoscerli.
22) Rispetta tutti i luoghi sacri.
23) Rispetta e aiuta chi soffre.
24) Non arrabbiarti senza valide ragioni.
25) Non ostacolare mai il flusso dell'acqua.
26) Non sprecare l'acqua per i tuoi bisogni.
27) Non inquinare la terra.
28) Non nominare il nome dei Neteru invano.
29) Non disprezzare le credenze altrui.
30) Non approfittare della fede altrui per fare del male.
31) Non pregare né troppo né troppo poco gli Dei.
32) Non approfittare dei beni del vicino.
33) Rispetta i defunti.
34) Rispetta i giorni sacri anche se non credi.
35) Non rubare le offerte fatte agli Dei utilizzandole per te stesso.
36) Non disprezzare i riti sacri anche se non ti aggradano.
37) Non uccidere gli animali senza una ragione seria.
38) Non agire con insolenza.
39) Non agire con arroganza.
40) Non vantarti del tuo benessere di fronte ad altri.
41) Rispetta questi principi.
42) Rispetta la legge se non contrasta con questi principi.


Ecco un altra fonte da cui Mosè ha tratto i comandamenti per il popolo ebraico, non solo nel LIBRO DEI MORTI incontriamo i comandamenti, ma anche in queste regole.

venerdì 3 aprile 2009

I DIECI COMANDAMENTI


Vediamo oggi di analizzare una delle basi della religione cristiana, ovvero i Dieci Comandamenti.
Leggendo la Bibbia, e più precisamente l'Antico Testamento, capitolo dell'Esodo, vedremo il popolo ebraico guidato da Mosè in fuga dall'Egitto per recarsi alla Terra Promessa.
In un certo punto di questo viaggio vicino al monte Sinai gli Ebrei si fermano e Mosè sale sul monte per alcuni giorni, in questo periodo gli vengono dettati i Dieci Comandamenti.



Ne esiste un altra versione, che è leggermente diversa e la troviamo nel capitolo del Deuteronomio, sempre nell'Antico Testamento.



I Dieci Comandamenti secondo la tradizione ebraica dell'Esodo:

  1. Io sono l'eterno tuo Dio, che ti trasse dalla terra d'Egitto, dal luogo dove eri schiavo.
  2. Non avrai altro Dio che me; non ti farai o adorerai alcuna immagine o figura.
  3. Non pronunciare il nome del Signore Dio tuo invano.
  4. Onora il giorno del sabato per santificarlo
  5. Onora tuo padre e tua madre
  6. Non uccidere
  7. Non commettere adulterio
  8. Non rubare
  9. Non fare falsa testimonianza contro il tuo prossimo
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare sua moglie, nè il suo schiavo, nè la sua schiava, nè il suo bue, nè il suo asino, nè cosa alcuna appartenga al tuo prossimo.













Ecco qui di seguito la versione riconosciuta in ambito cattolico e luterano (che segue il testo del Deuteronomio)

  1. Io sono il Signore, tuo Dio. Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo nè immagine. Non ti prostrerai davanti a quelle cose.
  2. Non pronunciare invano il nome del signore tuo Dio
  3. Osserva il giorno di sabato per santificarlo
  4. Onora tuo padre e tua madre
  5. Non uccidere
  6. Non commettere adulterio
  7. Non rubare
  8. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo
  9. Non desiderare la moglie del tuo prossimo
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo nè alcuna delle cose del tuo prossimo

Come vediamo le differenze sono lievi e comunque il significato è quello.
Secondo le scritture questi comandamenti sarebbero stati dettati da Dio a Mosè per suggellare l'alleanza che Dio fà con il suo popolo e regolano il rapporto tra Dio e il popolo e tra l'uomo e il suo prossimo.





Voglio adesso analizzare un testo antico, risalente ad un epoca antecedente ai Faraoni Egiziani, ma che ha continuato a guidare il popolo egiziano fino alla sua scomparsa, il Libro dei Morti.
Questo antico testo risalente al 3500a.c. ha 165 capitoli e parla di riti magici, metafisica e i vari stati dell'anima prima e soprattutto dopo la morte.

Serviva a pronunciare le formule magiche per facilitare il viaggio del morto nell'aldilà.




Quando un Faraone moriva c'era un complesso rito funebre e durante il rito si pronunciava una dichiarazione di innocenza di fronte a Osiride:




  • Non ho detto il falso
  • Non ho commesso razzie
  • Non ho rubato
  • Non ho ucciso uomini
  • Non ho commesso slealtà
  • Non ho sottratto le offerte al dio
  • Non ho detto bugie
  • Non ho sottratto cibo
  • Non ho disonorato la mia reputazione
  • Non ho commesso trasgressioni
  • Non ho ucciso tori sacri
  • Non ho commesso spergiuro
  • Non ho rubato il pane
  • Non ho origliato
  • Non ho parlato male di altri
  • Non ho litigato se non per cose giuste
  • Non ho commesso atti omosessuali
  • Non ho avuto comportamenti riprovevoli
  • Non ho spaventato nessuno
  • Non ho ceduto al'ira
  • Non sono stato sordo alle parole di verità
  • Non ho arrecato dirturbo
  • Non ho compiuto inganni
  • Non ho avuto una condotta cattiva
  • Non mi sono accoppiato (con un ragazzo)
  • Non sono stato negligente
  • Non sono stato litigioso
  • Non sono stato esageratamente attivo
  • Non sono stato impaziente
  • Non ho commesso affronti contro l'immagine di un dio
  • Non ho mancato alla mia parola
  • Non ho commesso cose malvagie
  • Non ho avuto visioni di demoni
  • Non ho congiurato contro il re
  • Non ho proceduto a stento nell'acqua
  • Non ho alzato la voce
  • Non ho ingiuriato dio
  • Non ho avuto dei privilegi a mio vantaggio
  • Non sono ricco se non grazie a ciò che mi appartiene
  • Non ho bestemmiato il nome del dio della città .


Inoltre possiamo vedere altre analogie nel capitolo CXXV (125) che tratta del "testo per entrare nella Sala delle Verità e giustizia e per separare la persona dai peccati commessi e per vedere il volto degli dei."


Omaggio a voi, Signori della Verità e della Giustizia, omaggio a te, Dio grande, Signore di verità e di Giustizia. Io son venuto a te, mio Signore. Io ho portato me stesso per contemplare le tue glorie. Io ti conosco, conosco il tuo nome e conosco il nome di questi Quarantadue dei che sono con te nella Sala della Verità e Giustizia, vivendo di coloro che albergano il male ed abbeverandosi del loro sangue nel giorno del contar le parole alla presenza di Unnofre. Veramente "Anima gemella Signora di verità e Giustizia" è il tuo nome. Eccomi! Io vi conosco, Signori di Verità e Giustizia! Io vi porto il Giusto e ho posto fine al male. Io non ho fatto del male, nei confronti degli uomini. Io non ho oppresso i miei consanguinei il mio prossimo. Io non sono stato menzognero anzichè veritiero. Io non sono stato a conoscenza di tradimenti. Io non sono stato malvagio. Io non ho, come Capo di uomini, fatto lavorare nessuno ogni giorno più del dovuto. Il mio nome è giunto alla Barca della Supremazia, il mio nome è pervenuto alle dignità della Supremazia, delle donazioni e del comando. Non vi sono stati disgraziati per mia colpa, nè poveri, nè sofferenti, nè derelitti. Io non ho fatto ciò che gli dei aborrono. Io non ho fatto maltrattare il servo dal suo padrone. Io non sono stato causa di fame. Io non ho causato lacrime. Io non ho assassinato nè ho ordinato di uccidere a tradimento. Io non ho fatto soffrire gli uomini. Io non ho rubato le offerte destinate al tempio nè ho ridotto i cibi consacrati per gli dei. Io non ho derubato i defunti delle loro bende. Io non ho fornicato nè ho commesso atti impuri nel santuario del mio distretto. Io non ho aumentato nè diminuito le misure di grano. Io non ho esercitato pressione sull'asse della bilancia. Io non in ho frodato col contrappeso della bilancia. Io non ho strappato il latte dalla bocca degli infanti. Io non ho condotto via gli armamenti dalle loro pasture. Io non ho preso alla rete i volatili delle riserve divine. Io non ho pescato pesci. Io non ho arrestato l'acqua al tempo stabilito. Io non ho deviato il corso di un canale. Io non ho spento la fiamma al suo momento. Io non ho frodato gli i dei delle loro offerte scelte. Io non ho respinto gli armenti della proprietà divina. Io non ho ostacolato un Dio allorchè è uscito. Io sono puro. La mia purità è quella del Gran Bennu che è a Herakleopolis poichè io sono le nari del Signore del soffio che fa vivere gli uomini, il giorno in cui l'Occhio si riempie in Heliopolis, nell'ultimo giorno del mese di Mechir, alla presenza del Signore di questa terra. Ed io sono uno che vede la compiutezza dell'Occhio in Heliopolis: che non avvenga alcun male contro di me in questa terra di Verità e Giustizia poichè io conosco i nomi di quegli dei che sono con te nella Sala della Verità e Giustizia. Salvami allora da essi!

O tu dai larghi passi che appari a HElipolis! /Io non hanno fatto il male! O tu che apri la bocca e che appari in Kher- Aha! /Io non ho commesso volenza! O tu Narice che appari a Hermopolis /Io non sono stato invidioso! O Divoratore di Ombre che appari a Kerty! /Io non sono stato rapace! O tu che Guardi indietro, che appari nel Ro- stau! /Io non ho ucciso uomo a tradimento! O Doppio Leone che appari nel cielo! /Io non ho frodato le misure di grano! O tu dagli Occhi di fuoco, che appari in Khem! /Io non ho frodato! O tu dal Volto di fuoco che procedi all'indietro e che appari a Heliopolis! /Io non ho rubato gli appannaggi divini! O frantumatore di Ossa, che appari in Hetnen- nesut! Io non sono stato un mentitore! O vento di fuoco che appari a Menfi! /Io non ho rubato cibo!) O Bastet che appari in Shetait! /Io non ho causato lacrime! O tu dalla Faccia all'indietro, che appari nella Caverna! /Io non ho commesso atti contro natura! O tu delle Cataratte che appari nell'Amenti! /Io non sono stato indolente! O tu dalle Gambe di Fuoco che appari la notte! / Io non sono stato collerico! O tu dai Denti smaglianti, che appari in Ta - Sheta /Io non sono stato un trasgressore! O Divoratore di Sangue che appari sul Ceppo della Mannaia! /Io non ho sgozzato i sacri animali! O Divoratore di interiora, che appari nella Dimora dei trenta! /Io non ho commesso perfidie! O Signore di Giustizia che appari nel Luogo di Verità e Giustizia! /Io non sono stato un ladro di terre! O tu che cammini all'indietro ed appari a Bubastis! / Io non sono stato una spia! O tu Ady che appari in Heliopolis! /Io non sono uno che ha parlato a vanvera! O tu, Doppiamente Malvagio, che appari in Andjt! /Io non mi sono adirato senza motivo!

O Uammit che appari nel luogo di immolazione! /Io non ho commesso adulterio con una donna sposata! O Colui che guarda ciò che gli vien portato e che appare nella Dimora di Min! /Io non ho commesso atti impuri! O tu che sei al disopra dei capi, che appari nella Città del Sicomoro ed esci in Djedu! /Io non ho causato terrori! O Signore di Khem che appari in Kauy! /Io non ho trasgredito! O tu che alzi la voce ed appari in Urit! Io non ho tenuto discorsi infuocati! O fanciullo che appari nel distretto di Heliopolis! /Io non sono stato sordo alle parole di Verità! O kenememti che appari in Kenemit! /Io non ho bestemmiato! O apportatore delle Offerte, che appari in Sais! / Io non ho agito con violenza!O violento di parole, che appari in Unis! /Io non sono stato un violento! O tu Signore dei Volti che appari in Nedjet! /Io non sono stato precipitoso di giudizio! O sekhry che appari in Udenit! /Io non ho rubato le pelli dei sacri animali! O Signore dalle due Corna, che appari in Sais! /Io non ho moltiplicato le parole dei miei discorsi! O Nefertum che appari a Menfi! /Io non ho commesso crimini nè ho compiuto il male! O Temsepu che appari in Djedu! /Io non ho bestemmiato il re, nè ho bestemmiato mio padre! O tu che agisci secondo la tua volontà e che appari in Djedu /Io non ho insudiciato l'acqua! O Ihj che appari nel Nu! /Io non ho alzato la voce! O tu che fai prosperare i viventi e che appari in Sais! /Io non ho bestemmiato in Dio! O Neheb- nefru che appari in Heliopolis! /Io non ho ridotto le offerte per gli dei nè‚ fatto maltrattare un servo dal suo padrone! O Neheb- Kau che appare nella sua caverna! /Io non ho agito solo secondo i miei piani e le mie preferenze nè sono stato imperioso! O tu dal a Testa Onorata che appari nella tua cappella! /Io non sono stato uno dai grandi progetti, nè ho derubato le mummie delle loro bende! O tu che porti il tuo] braccio e che appari nell'Aldilà! /Io non ho offeso il Dio nel mio cuore nel volto nelle cose.

Omaggio a voi, dei che siete nella Sala della Verità e Giustizia, esenti dal male in voi e che vivete in verità in Heliopolis. Si nutrono i loro cuori alla presenza di Horo nel suo Disco. Salvatemi da Babai che vive delle interiora dei grandi il giorno del Grande Giudizio. Eccovi l'Osiride giustificato che viene innanzi a voi! Non vi è menzogna, nè colpe, nè peccati, nè accusa, nè opposizione contro di lui. Egli vive della Verità, si nutre della Verità e ha fatto gioire il cuore. Egli ha fatto ciò che è prescritto per gli uomini e di cui gioiscono gli dei. Egli ha propiziato il Dio con ciò che ama: ha donato pane all'affamato, acqua all'assetato, vestiti all'ignudo e una imbarcazione a chi ne era privo. Egli ha fatto le offerte agli dei e le "Uscite alla Voce" per i defunti. Salvatelo, quindi! Proteggetelo, quindi! Non agite da accusatori contro di lui alla presenza del Signore dei defunti, poichè la sua bocca è pura, le sue mani sono pure,è un puro al quale è detto: "Benvenuto"! da coloro che lo vedono. Poichè ha ascoltato, l'Osiride è giustificato, il grande discorso tra l'Asino e il Gatto nella dimora di He. Ed egli ha subito la testimonianza che porta la sua faccia dietro di sè che gli ha dato il verdetto, così che può contemplare, l'Osiride è giustificato, il Laghetto dell'albero Persea presso di sè in mezzo al Ro- stau. Egli è uno che glorifica gli dei conosciuti nei loro distretti. Egli è venuto ed attende che la testimonianza sia fatta di verità. Egli è puro. Egli ha fatto che la bilancia venga rizzata sul suo piedestallo in mezzo agli Esseri eccellenti. O tu che sei esaltato sul tuo stendardo Signore dell'Atefu, che ha fatto il suo nome "Signore dell'Aria", libera l'Osiride è giustificato) dai tuoi emissari che recano disastri spiriti cattivi che causano il male vulneranti. Non vi è alcun velo sul volto. Poichè ha compiuto, l'Osiride etc., la giustizia per il Signore di Giustizia. Egli è puro, il suo cuore è puro. La sua parte anteriore è lavata, la sua parte posteriore è stata purificata e le sue interiora sono state immerse nel Lago della Verità nel Lago del Nord, nel Campo delle Cavallette. Si purificano in esso gli dei verdeggianti alla quarta ora della notte e alla ottava del giorno insieme alla rappresentazione del cuore degli dei dopo che vi sono passati di notte e di giorno. Che egli venga! Dicono gli dei all'Osiride N etc. che vuoi dunque! Qual è il tuo nome! Gli chiedono. Io sono l'Osiride N etc. ", Colui che cresce sotto i Fiori e che abita nel suo ulivo" è il nome dell'Osiride è giustificato. Passa, dunque, gli dicono essi. Io son passato per un luogo a nord dell'Ulivo. Cosa vi hai visto? Una Gamba e una Coscia. Mi hai visto. E cosa gli hai detto? che ho visto le lamentazioni in questo paese dei Fenkhu. Che cosa ti hanno dato? Un braciere di fuoco e una colonnetta in faience. Che cosa ne hai fatto? Che ho dato sepoltura sul bordo del lago di Mait di notte. Che cosa hai trovato là sul bordo del lago di Uno scettro di schisto... l'Osiride N etc.. Cosa è questo scettro in schisto? "Donatore di soffio" è il suo nome. Cosa hai fatto del bracere di fuoco e della poco ha spezzato la colonnetta. Vieni! Entra nella Sala di verità e Giustizia, poichè ci conosci. Non ti concedo di passare da me, dice il chiavistello della porta se non dici il mio nome! "Indice del Luogo di Verità e Giustizia" è il tuo nome! Non ti concedo di passare da me, dice il pannello destro della porta, se non dici il mio nome! "Difensore di Maat" è il tuo nome! Non ti concedo di passare da me, dice il pannello sinistro della porta, se non dici il mio nome! "Difensore del giudizio di cuore" è il tuo nome! Non ti concedo di camminare su di me, dice la soglia della porta, se non dici il mio nome! "Pilastro di Geb" è il tuo nome! Non ti aprirò! Dice la serratura, se non dici il mio nome! "Corpo nato da Mut" è il tuo nome! Non ti aprirò, dice il saliscendi, e non concedo che vi passi la chiave della porta, se non mi dici il mio nome! "Occhio vivente di Sebek, Signore di Bakau" è il tuo nome! Non ti lascio camminare e Non ti faccio passare, dice la porta, se non dici il mio nome! "Ginocchio di Shu, che lo ha dato a protezione di Osiride" è il tuo nome! Non ti concediamo di passare da noi, dicono i montanti, se non dici il nostro nome! "Covata di serpente di Rennuty", è il vostro nome! Tu ci conosci: passa! Non camminerai su di me, dice il suolo della Sala perchè io sono pulito e perchè non conosco il nome dei tuoi due piedi coi quali vorresti camminare su di me. Dimmi allora, i nomi ! "Cintura di Min" è il nome del mio piede destro e "Albero di Neftis" è il nome del mio piede sinistro. Cammina su di noi Io non ti annuncerò dice il Guardiano della Porta, se non dici il mio nome! "Colui che conosce i cuori e che esplora le persone" è il tuo nome! Allora ti annuncerò! Ma chi è quel Dio che risiede nella sua stessa ora? Nominalo! "Colui che provvede alle Due Terre". E chi è colui che provvede alle Due Terre? E` Thoth! Vieni dunque, dice Thoth, procedi, Osiride N etc. ed attendi che ti annunci. Quali sono le tue qualità di uomo? Io mi sono purificato di ogni colpa, io mi sono purificato di ogni male di coloro che risiedono nel loro stesso giorno perchè‚ io non sono più tra loro. Allora ti annuncerò! Ma chi è colui il cui tetto è di fuoco, i cui muri sono Urei viventi e il suolo della cui dimora è di acqua che scorre? E`Osiride! Avanza, dunque, poichè tu sei stato annunciato! Il tuo pane proviene dal Sacro Occhio, la tua birra è dall'Occhio sacro e le tue offerte funerarie vengono dall'Occhio sacro. L'Osiride N etc., è giustificato, per l'eternità.


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Ecco quindi, con molta più semplicità, cosa è probabilmente successo, Mosè, per dare delle leggi al suo popolo, che era molto disubbidiente, si è ritirato sul monte Sinai ed ha estrapolato e semplificato questo lungo passaggio riassumede in 10 semplici leggi chiamate comandamenti, ovviamente per dare credibilità ha detto che era stato Dio a dettarle. Ricordo che Mosè è stato consigliere del Faraone in Egitto, quindi conosceva molto bene questi riti.